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Politica ed Economia del Kazakistan, l’inizio del futuro

Il Kazakistan è suddiviso in 14 regioni (oblystar, al singolare oblysy) e 3 città a statuto speciale (qalalar e al singolare qalasy); le regioni sono poi ulteriormente suddivise in distretti (audandar).

Le 14 regioni sono:

  • Almaty
  • Aqmola
  • Aqtöbe
  • Atyrau
  • Kazakistan Meridionale
  • Kazakistan Occidentale
  • Kazakistan Orientale
  • Kazakistan Settentrionale
  • Mangghystau
  • Pavlodar
  • Qaraǧandy
  • Qostanay
  • Qyzylorda
  • Žambyl

Le tre città a statuto speciale sono:

  • Almaty, l’antica capitale (in epoca sovietica chiamata Alma-Ata)
  • Astana, la nuova capitale
  • Bajkonur, città dello spazio, sede del Cosmodromo di Bajkonur

Forze armate

Le forze armate del Kazakistan sono composte da circa 47.000 uomini, tra truppe di terra e aviazione.
Il paese, nonostante abbia uno sbocco sul Mar Caspio, non ha una marina militare. Dal punto di vista organizzativo, le forze armate sono divise in quattro distretti.

Politica interna

Il Kazakistan è una repubblica presidenziale, con a capo una guida illuminata: Nursultan Nazarbayev.
Gli organi fondamentali dello Stato sono il presidente, il quale esercita poteri esecutivi, legislativi e giudiziari diretti; il senato, nominato dal presidente e dagli Enti amministrativi locali; la Majilis, specie di camera bassa dotata di poteri specificamente consultivi; la Corte costituzionale, di esclusiva nomina presidenziale.
Tra i provvedimenti più interessanti da segnalare vi sono quelli che favoriscono economicamente in modo massiccio il rientro dei kazaki dall’estero.

Politica estera

Il Kazakistan ha svolto in questi anni una politica estera basata sulla cautela e il pragmatismo: se da un lato ha puntato molto su relazioni di buon vicinato con la Russia, dall’altro collabora egregiamente con altre potenze quali gli Stati Uniti e la Cina.
Anche dal punto di vista militare, questo paese ha sottoscritto accordi sia con la Russia che con gli Stati Uniti.

Economia

In termini di risorse naturali il Kazakistan è probabilmente il paese con la maggiore ricchezza pro capite al mondo..
Il paese possiede circa il 60% delle risorse minerarie dell’ex Unione Sovietica; vengono estratte grandi quantità di ferro nel bacino di Kustanaj nel nord-ovest, notevoli quantità di carbone nei dintorni di Karaganda ed Ekibastuz, e inoltre petrolio, metano e diversi metalli usati nell’elettronica, nell’ingegneria nucleare e nella missilistica.
L’ENI è uno dei più importanti partner privati del Kazakistan. Le relazioni con la compagnia italiana risalgono al 1992, quando venne firmato il primo accordo di ripartizione della produzione del campo di Karachaganak, nel nord del paese, di cui dal 1997 l’Agip è operatore e da cui già estrae il petrolio con una licenza per quaranta anni. Scoperto nel 1979 questo campo copre un’area di 450 km² e le compagnie si sono organizzate nel consorzio Karachaganak Integrated Organization (KIO) che vede la partecipazione di: ENI/Agip e British Gas (co-operatori al 32.5%), ChevronTexaco (20%) e la compagnia russa Lukoil (15%). Il progetto mira a espandere la produzione del campo, attiva dal 1984, dagli attuali 100,000 barili al giorno a più di 220,000 e ad aumentare la produzione di gas parallelamente.

Il Kazakistan ospita il 20% delle terre coltivate dell’ex URSS. Gran parte del nord fu trasformato in un unico campo di frumento dal programma delle Terre Vergini negli anni cinquanta.
Nonostante lo scarso successo, il Kazakistan continua a coltivare un’incredibile quantità di frumento, pari a un terzo della produzione totale dell’ex URSS.
Nelle aree coltivate del sud crescono frutta, ortaggi, tabacco, riso, canapa e cotone.
Le aree più asciutte vengono usate per il pascolo stagionale di pecore, mucche, cavalli e cammelli.

Piantagioni di oppio sono presenti in diverse parti del Kazakistan. Prima che cessasse la produzione legale nel ’91, le piantagioni del Şımkent erano l’unica risorsa sovietica per la produzione di medicinali oppiacei. Cannabis e oppio crescono soprattutto nella Chu Valley, nel centrosud dello Stato (circa 138.000 ettari di papaveri da oppio). Il programma governativo del Kazakistan contro il narcotraffico è cominciato, non senza difficoltà di attuazione, nel 1993.

Problemi e politiche

Dopo la disgregazione dell’URSS, il Kazakistan ha dovuto affrontare tutti i problemi che hanno colpito le repubbliche ex sovietiche: crollo dei sistemi di commercio e di distribuzione, inflazione senza controllo, mancanza di fondi per rinnovare gli impianti, esaurimento dei sussidi statali e crollo della produzione. Nel 1993 un terzo di un eccezionale raccolto di frumento fu perso a causa degli inadeguati metodi di mietitura, della mancanza di magazzini e dell’insufficienza dei trasporti.

La politica del governo per la rivitalizzazione dell’economia è stata coerente e si è basata sulla privatizzazione, sulla liberalizzazione dei prezzi e sull’apertura agli investimenti stranieri.

Privatizzazione

Gran parte dell’economia del Kazakistan, gestita esclusivamente dallo stato fino al 1991, è stata privatizzata, comprese le compagnie televisive, elettriche e petrolifere. Circa 17.000 aziende sono state vendute. Il settore privato è dominato da un piccolo gruppo di importanti compagnie con interessi diversificati, che vanno dalle attività finanziarie e di investimento a negozi e ristoranti.

Cultura

L’arte kazaka contemporanea si inserisce nella grande tradizione dell’arte islamica cui, dal XIX secolo, si sono via via aggiunti gli influssi di correnti occidentali soprattutto attraverso la mediazione della cultura russa zarista e, più tardi, sovietica (realismo socialista, “forme nazionali” d’arte ecc.). Dopo l’indipendenza seguita alla caduta dell’URSS, si sono accentuate le tendenze a rinsaldare i legami con la tradizione artistica islamica.

Letteratura

Il bilinguismo (russo-kazako) tra gli scrittori è diffuso. Per quanto riguarda la letteratura in russo, questa s’inserisce nell’alveo della letteratura russa, in sostanza recependone moduli e generi, temi e motivi, e presentandosi fino a poco tempo fa come poco più di una variante regionale. Esiste una ricca letteratura orale trasmessa da cantastorie e narratori ambulanti, connessa col folklore turco e dell’Asia Centrale, che affonda le origini nella tradizione popolare ed è fatta oggetto di studio sistematico solo a partire dal XIX secolo. Una letteratura colta in lingua kazaka comincia a svilupparsi solo in tempi moderni e trova il suo “creatore” nella figura di Abaj Kunanbaev (1845 – 1904), poeta e traduttore dal russo, vissuto nel periodo in cui il mondo kazako entra a far parte dell’Impero russo. Questo periodo, in cui avviene la prima acculturazione in chiave europeizzante, è segnato anche dallo sviluppo di nuovi fermenti ideali e religiosi legati al movimento islamico riformista-modernista dei jadidisti. In seguito alla Rivoluzione bolscevica del 1917, la lingua kazaka adotta l’alfabeto cirillico mentre la letteratura si adatta ai dettami estetici del realismo socialista e delle “forme nazionali” dell’arte. Emerge in questo periodo la figura dello scrittore e pubblicista Magjan Jumabaev (1893-1938).

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