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Equitalia, è stata veramente abolita?

Il decreto fiscale, collegato alla manovra di bilancio, è legge. Il via libera definitivo è arrivato dal Senato che ha approvato la fiducia chiesta dal governo con 162 voti a favore, 86 contrari e un astenuto. Diverse le novità rispetto al testo originario. Maggiori garanzie al personale di Equitalia che non dovrà passare una selezione ma soltanto una verifica delle competenze prima di andare sotto il cappello delle Entrate. Più tempo per aderire alla rottamazione delle cartelle. Riapertura della voluntary disclosure (la regolarizzazione dei capitali nascosti in patria o all’estero) con la supposizione – qualora si facciano emergere contanti – che siano frutto di cinque anni di “nero”. Soppressione degli studi di settore e semplificazioni fiscali. Nessuna imposta sostitutiva al 27% per chi sfora i limiti del “regime dei minimi”. Soldi per la contrattazione di secondo livello, per le ferrovie e i Comuni che accolgono migranti. Sale l’agevolazione fiscale per l’agricoltura e l’industria del cinema. Ecco in sintesi i contenuti principali.

EQUITALIA

Dal 1° luglio 2017 Equitalia viene sciolta (con l’esclusione di Equitalia Giustizia, che si occupa del Fondo unico giustizia): competenze e personale passano all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ente pubblico economico vigilato dal Mef. L’ad di Equitalia diventa commissario straordinario per gestire la fase di transizione e approvare lo statuto. Dopo le modifiche, al personale dipendente (anche tempi determinati) non si chiede più di superare una procedura di selezione, ma una ricognizione delle competenze per “una collocazione organizzativa coerente e funzionale alle esigenze”. Un nuovo articolo 1-bis proroga al 30 settembre 2017 le deleghe dirigenziali ai funzionari delle Agenzie fiscali. Prorogata al 30 giugno 2017 la possibilità per gli Enti locali di avvalersi di Equitalia come agente della riscossione. Dal 1° luglio, poi, potranno affidare alla nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione anche l’attività di accertamento e liquidazione. Potenziati infine i dati a disposizione delle Entrate per efficientare la riscossione e i pignormaenti.

SPESOMETRO

Dal 1° gennaio 2017 salta la comunicazione dell’elenco di clienti e fornitori, ma entrano due nuovi appuntamenti trimestrali: comunicazione delle fatture emesse e ricevute; dati sulle liquidazioni periodiche dell’Iva. Arriva un credito d’imposta da 100 euro (per volumi d’affari sotto 50mila euro) per l’adeguamento tecnologico per effettuare le comunicazioni, aumentato di 50 euro per la trasmissione telematica. Credito esteso anche a chi sceglie l’opzione della fatturazione elettronica tra privati. Ridotte le multe per le violazoni sulle comunicazioni: 2 euro per fattura, con un massimo di 1.000 euro a trimestre, dimezzata se l’errore è corretto entro 15 giorni dalla scadenza. Per l’Iva, multe da 500 a 2.000 euro su omessa o infedele comunicazione. Sono poi eliminati alcuni adempimenti (leasing e operazioni con Paesi black list). L’articolo 4-ter modifica alcuni punti in tema di accise.

ROTTAMAZIONE CARTELLE

E’ ampliata la possibilità di definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione, relativi al periodo 2000-2016. Rientrano nella rottamazione le multe (per quanto riguarda gli interessi e le more per ritardato pagamento). Il contribuente che aderisce paga solo le somme iscritte a ruolo a titolo di capitale, gli interessi legali e la remunerazione del servizio. Si risparmiano sanzioni, interessi di mora e somme aggiuntive su crediti previdenziali. E’ possibile dilazionare i pagamenti in rate con un costo del 4,5% annuo dal 1° agosto 2017. Le rate possono essere al massimo 3 nel 2017 e 2 nel 2018: il 70% del dovuto dovrà esser versato nel 2017 e il restante 30% nel 2018. Il termine per aderire è spostato dal 22 gennaio al 31 marzo 2017.

VOLUNTARY DISCLOSURE

Riaprono i termini per far emergere i capitali detenuti all’estero e formati violando le regole sulle dichiarazioni dei redditi: si possono sanare le violazioni fino al 30 settembre 2016, con una finestra che va dal 24 ottobre scorso al 31 luglio 2017. Cambia la procedura rispetto all’edizione del 2014: il contribuente deve versare (o in unica soluzione, o con tre rate) quanto dovuto per imposte, ritenute, contributi, interessi e sanzioni senza prima presentare documentazioni o richieste. Se si fanno emergere contanti o valori al portatore, oggetto di grande scetticismo, ci sono procedure specifiche e si presume che siano il frutto di redditi accumulati violando gli obblighi di dichiarazione del 2015 e dei quattro periodi d’imposta precedenti.

STUDI DI SETTORE

Sono aboliti, al oro posto arrivano gli “indici sintetici di affidabilità fiscale”, che premiano i contribuenti più affidabili con esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti. E’ poi prevista una serie di semplificazioni fiscali. Ad esempio, tra le spese deducibili dal reddito di lavoro autonomo si inseriscono quelle per le prestazioni di viaggio o trasporto; si sposta dal 28 febbraio al 31 marzo il termine per la consegna della Certificazione unica da parte dei sostituti d’imposta; si introduce la tregua fiscale dal 1° al 31 agosto per la trasmissione di documenti e informazioni richiesti ai contribuenti dalle Entrate o da altri enti impositori. Stop anche al tax day: si posticipa dal 16 al 30 giugno il termine per versare il saldo dell’Irpef e dell’Irap, così come dal 16 alla fine del mese il giorno di riferimento per versare Ires e Irap.

REGIME DEI MINIMI (NORMA STRALCIATA PER PROBLEMI DI COPERTURE)

Il contribuente che superi le soglie dei minimi, per massimi 15mila euro di maggiori ricavi o compensi, in alternativa all’uscita dal regime dei minimi stessi può chiedere di pagare un’imposta sostitutiva del 27 per cento.

CONCILIAZIONE VITA-LAVORO

Si reindirizzano 19 milioni non usati nel 2016 al biennio 2017-2018, alimentando così il Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello, destinato in via sperimentale “alla promozione della conciliazione tra lavoro e vita privata”.

LIBIA

Autorizzate le spese per 17,4 milioni di euro, fino alla fine dell’anno, per l’operazione “Ippocrate” in Libia.

FONDI AI TRASPORTI

Autorizzata la spesa di 320 milioni quest’anno e 400 milioni per il 2018 per le infrastrutture ferroviarie. In commissione si è specificata la destinazione: le risorse del 2016 sono usate anche per la sicurezza e l’efficientamento della rete ferroviaria, quelle per il 2018 finanziano gli interventi relativi a “sicurezza ed adeguamento a obblighi di legge”. Ok poi ai 16 milioni per la linea Milano-Saronno e a 600 milioni alla Campania, per far fronte ai debiti verso la società di trasporto regionale Ente Autonomo Volturno: a vigilare sarà il Mef.

COMUNI ACCOGLIENTI

Salgono di 600 milioni le spese per l’accoglienza di stranieri, si aggiunge un comma che inserisce i comuni che accolgono i richiedenti asilo tra quelli beneficiari in via prioritaria degli spazi finanziari ceduti dalla Regione agli enti del proprio territorio: possono così peggiorare il saldo finanziario per spese in conto capitale.

AGRICOLTURA, CALCIO E CINEMA

Il credito d’imposta per il settore del cinema è incrementato a 200 milioni di euro (60 milioni in più sono arrivati dalla commissione). Il fondo di garanzia delle Pmi viene incrementato di 895 milioni. Ci sono misure per l’accesso al credito delle imprese agricole. Si stabilisce che la Lega calcio destini il 10% degli incassi da diritti televisivi allo sviluppo dei settori giovanili e per il sostegno degli investimenti per gli impianti.

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